...di un corpo in relazione al tempo, misurato da uno specifico osservatore e da un determinato sistema di riferimento. Questa è la definizione di
. Ma non credo sia ciò che interessa a me.
Vorrei raccontarvi l'avventura di un triste
motociclista: io.
Accadeva ieri.
Sono le 15 passate e fa un caldo boia. Cinzia, la mia compagna, è da poco andata a lavoro.
Visto il sole, visto il caldo, decido di farmi un
giro in moto.
Raccolgo per casa cellulare, portafoglio, occhiali da sole, chiavi e macchina fotografica. Magari varrà la pena di fare qualche foto.
Scendo allora in garage, tiro fuori la moto e la accendo per scaldarla un pochino.
Metto la tartaruga, la giacca, la bandana attorno alla gola, infilo e allaccio il casco, per ultimo mi metto i guanti. Comincia a mancare la luce. Alzo lo sguardo e vedo
grossi nuvoloni. Da dove cavolo arrivano che fino a un minuto fa il cielo era blu mare?
Non mi scoraggio, salgo in sella e parto.
Visto l'orario decido di non andare troppo lontano:
Ceresole mi sembra una meta adeguata.
Sono solo 63 km ma alla fine ho rinunciato ed ecco
perché.
Non sto a raccontare tutti i
rallentamenti dovuti al
traffico domenicale.
Non sto a raccontare i l
avori in corso che ormai durano dall'alluvione del '94.
Arrivato lentamente a
Locana mi accorgo di essere in riserva. Per fortuna sulla strada c'è l'ultimo
distributore della provinciale. Mi fermo, apro il serbatoio, apro il portafoglio:
5€.
Sconsolato metto i miei bei 3,77 litri di
benza e guardo in direzione della meta.
Il cielo da quella parte non minaccia
pioggia, la promette.
Non mi scoraggio e vado avanti.
La temperatura è già più bassa di qualche grado e il livello di piacere si alza.
Dopo pochissimi km incontro due strettoie a visibilità zero e poco oltre il primo tornante. L'auto davanti a me in un
eccesso di prudenza rallenta così tanto che mi fermo. E' passata più di un'ora e ho percorso si e no 40 km. Appena possibile supero e procedo.
Arrivato a
Noasca vedo altri
rallentamenti.
Basta! Non ce la faccio più! Mi si è
addormentato pure il braccio dell'
acceleratore.
Giro al primo slargo e torno indietro.
Tutto come all'andata. Anzi no.
Presso un paese che non ho
identificato con certezza c'è una specie di
rievocazione storica basso-medievale. Se non bastava il casino a fermarmi, i vigili ci mettevano del loro.
Adesso si che sono scoraggiato.
Tornando verso casa sono finalmente riuscito aprire un po' il gas.
Sono sconsolato. Già non sono un gran
motociclista ma quando succedono queste cose mi chiedo per cosa diavolo ho comprato la moto.
Perché tutti questi lavori in corso? Gli sfotto' per la Salerno-Reggio Calabria non hanno fatto venir voglia ai
Canavesani di darsi una mossa?
E
perché tutte queste auto in giro? Non c'è la crisi, gli italiani senza soldi ecc...?
Forse la risposta è che i soldi ci sono ancora.
Ripongo la moto in garage ed esco. Mentre chiudo la porta del garage scuotendo sconsolato la testa giunge
un raggio di sole. Lo seguo con lo sguardo prima verso l'alto poi torno indietro. Un unico caldo raggio sole si è posato sulla mia mano.
Grazie, ho capito.
Ritenterò.