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sabato 26 settembre 2009

Buone Notizie

Consulto quasi tutti i giorni il sito Buone Notizie. L'ho scoperto leggendo, giuro solo una volta!, Focus.
'E quindi?' direte voi. Ebbene, trovo molto ironico il fatto che venga aggiornato meno di una volta a settimana. Le ipotesi sono due: o il redattore non ha più voglia di seguirlo oppure le buone notizie sono effettivamente poche.
Abbiamo pagine e pagine di quotidiani scritti in maniera molto fitta per garantire il maggior numero di notizie e di informazioni. Mi chiedo chi abbia il tempo di leggere tutto.
Abbiamo riviste dagli argomenti più disparati sviscerati in modo metodico.
Abbiamo milioni di siti Internet che sparano byte di informazioni, se anche solo una piccolissima percentuale fosse attendibile, ne avremmo da leggere per l'eternità.
Eppure...
Eppure scarseggiamo di buone notizie.
Anche qui si aprono due ipotesi: o mancano, o chi scrive (e parlo dei giornalisti) è sadico.
Ho la sensazione che le notizie abbiano assunto un carattere loro per cui stanno perdendo la loro funzionalità informativa in favore del terrorismo/pessimismo.
Per fare qualche esempio, prendo il sito de La Stampa, prime notizie che vedo.

Incubo armi atomiche - Cresce la tensione Nucleare, Khamenei detta l'agenda: "Secondo impianto presto operativo"

Terrorismo
Doppio attentato in Pakistan, morti e feriti

Camorra: preso in discoteca latitante dei Casalesi

Ora, senza nulla togliere a queste notizie, perché non dicono le cose come stanno?
Le armi atomiche le vuole solo l'America, se le hanno gli altri dobbiamo avere paura.
Doppio attentato in Pakistan: non è che me ne frego, ma l'intento è solo quello di distrarci. Dei morti in auto ce ne parlano solo se sono quelli del sabato sera o se l'autista era un immigrante ubriaco.
Preso un latitante: come se non sapessero dove fosse...
Estraendo il succo, cosa deduco da queste notizie? I medio-orientali ci vogliono morti, continuate a guidare l'auto e fate attenzione in discoteca, è un luogo dove si ritrovano i criminali.
Non ci sto.
Non voglio una visione distorta del mondo, non voglio aver paura degli extra-italiani e di andare a ballare.
Voglio sapere che gran parte dell'umanità è composta da gente come me, che se non posso migliorare il mondo almeno non lo peggioro.
Voglio sapere che la giustizia funziona, che la medicina cura, che non si vive per i soldi.
Insomma, voglio notizie oggettive.

Mi sono lasciato andare a delle ovvietà? Si, ma la cosa grave è che le suddette notizie le accettiamo supinamente. Siamo diventati cinici e freddi.

Buona giornata!

mercoledì 16 settembre 2009

Google Holodeck

Va bene, è una cosa veramente da nerd, ma un coso così me lo farei installare in salotto!
Holodeck è una cabina dotata di otto monitor, casse audio e joystick per un'esperienza video a 360°. Con un accenno di superbia, il dispositivo è stato presentato circa tre mesi fa alla conferenza Google I/O e così chiamato in omaggio a Star Trek.
Il primo video ne mostra l'utilizzo con Google Earth, in volo a bassa quota.



Questo invece è l'esperienza con StreetView.



Immagino una cosa simile per videogiocare o vedere film, magari porno. Bisognerà guardarsi le spalle!
Potevano far di meglio? Secondo me si, però è una figata lo stesso.

Buona Notte.

giovedì 3 settembre 2009

G come Gutenberg? Naaa, Google!

Ho letto che Google è tornata all'attacco con la sua proposta di digitalizzare tutti i libri e creare una biblioteca virtuale. O forse era Wikipedia a volerlo fare per poi metterla disposizione sul web.
Sta di fatto che l'accordo sta per essere firmato anche dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), oltre a svariati stati americani e europei. In Europa, l'unica ad opporsi è la Germania, facendo appello alla violazione dei diritti d'autore e della privacy. Cosa c'entri la privacy non me lo spiego proprio, ma così leggo.
Per quanto riguarda i diritti d'autore, bisognerebbe sapere che dicono le leggi tedesche. Se le leggi sono come le nostre, non vedo il problema. L'obiettivo di Google è salvaguardare e mettere a disposizione del mondo intero opere uniche, o rare, che col tempo sparirebbero insieme al loro supporto organico, carta o pergamena che sia.
Mi immagino i migliaia di codici medievali, oggi visionabili solo da pochi eletti, diventare sul serio ciò che sono, ovvero patrimonio dell'umanità. Chiunque potrebbe sfogliarli dal proprio pc, da un tablet pc o anche solo da un cellulare di nuova generazione. Ci sarebbe inoltre il vantaggio, perché credo lo faranno di sicuro, di disporre dell'eventuale traduzione o della possibile ricostruzione del mancante.
Questo che diritto violerebbe?
Se poi Google volesse possedere anche tutte le opere moderne o contemporanee, beh, a me non sembra una cosa malvagia. Certo ci rimetterebbero le case editrici e gli autori, come già succede per la musica e i film, ma pochi rinuncerebbero ad avere fra le mani un libro fresco di stampa, magari autografato, in cambio di una fredda lettura a video. Forse farebbe anche bene. Già adesso, il download selvaggio di musica e film non ha fermato la vendita di cd e dvd, con la differenza che magari uno compra solo ciò che gli è piaciuto in formato pirata. In teoria la qualità del venduto dovrebbe tendere a salire, lasciando sullo scaffale la boiata acclamata dai critici o stra-pubblicizzata.
Nel frattempo, se volete testare uno di quei classici di cui vi parlano tanto bene ma per cui voi non avete il cuore di spendere pochi Euro per comprarlo, potete liberamente, legalmente e gratuitamente scaricarlo dal sito LiberLiber.
Se invece volete sperimentare un autore (quasi) sconosciuto, con all'attivo una sola opera pubblicata in cartaceo ma per me degna di nota, eccovi il sito di Simone Maria Navarra (quasi) mio amico dal quale potete scaricare liberamente i suoi ebook.
Se ancora non siete soddisfatti, potete dare un'occhiata al formato digitale di alcuni, pochi, codici miniati medievali.
Buone letture e

Buona Notte!

martedì 21 luglio 2009

Chi è John Stone?

Comincia ad essere presente un po' dappertutto eppure non riesco a trovare notizie complete a riguardo.
Riporto quelle informazioni che avrei voluto trovare io, anche se incomplete.
Il tutto nasce da un link tipo questo http://www.john-stone-system.com/?id=5652 o come questo http://www.million-dollar-with-facebook.com/?id=5652 e la promessa di sapere come questo John Stone abbia guadagnato il suo primo milione (di Euro?, di Dollari?, di patate?) grazie a Facebook.
Ne sono incuriosito, sapete com'è in questo periodo di crisi, e clicco sul link.
Vengo rimandato ad una pagina dove mi vengono richiesti un nome ed un'email per poter scaricare l'ebook di John Stone.
Scrivo un nome qualunque e un indirizzo email quasi in disuso.
Ricevo dopo pochi minuti un'email con l'indirizzo di conferma. Clicco ed è fatta.
Senza averlo richiesto entro a far parte di una rete multilevel. Niente di male visto che non mi chiedono soldi e non hanno nessuna informazione su di me. Mi viene assegnata una pagina con un pannello di controllo.
Cerco l'ebook, in realtà sono due, lo scarico e lo leggo.
Il sig. John Stone racconta la sua storia di disoccupato. Siccome aveva tanto tempo libero e non riusciva a trovare lavoro, decide si sfruttare le amicizie su Facebook per pubblicizzare prodotti. In accordo con le case produttrici, John intasca una percentuale sulle vendite.
Fin qui tutto ok, ci può stare.
Consiglia di utilizzare Facebook per condividere con i tuoi amici questa opportunità di guadagno.
Mi metto a girare per il sito alla ricerca dei prodotti da vendere.
Non ne trovo.
Individuo un forum ed entro.
Bel forum, ben strutturato e qualche, pochissime, discussioni aperte.
Leggo di persone con il mio stesso dubbio e a cui l'amministratore risponde rinviando alle FAQ.
Vado alle FAQ e sorpresa! Non c'è niente di niente.
Torno a sfogliare il forum e in un topic l'admin spiega che i prodotti da vendere arriveranno tra breve, nemmeno lui sa di che natura sono e chi sono i produttori.
E' solo questione di giorni, dice lui. Il post era di metà giugno.

Ora mi chiedo: dov'è la fregatura?
O meglio ancora: è davvero questo il metodo per diventare milionari?

Secondo me non c'è e non ci sarà mai nessun prodotto da vendere.
Credo che dietro John Stone ci sia un'azienda di ricerca o di vendita.
E cosa vende? I nostri indirizzi email!
Un database contenente mille indirizzi validi può valere dai 2000€ ai 40.000€. Se consideriamo che gli attuali utenti di Facebook sono 250milioni, si fa presto a fare un milione di Euro. Sembrano anche a me cifre esorbitanti ma questo è quanto ho trovato nel web...

Se qualcuno avesse idee migliori, me lo faccia sapere...

Buona Giornata.

PS: Facebook vende già i nostri dati, come pensate possa sopravvivere?

lunedì 13 luglio 2009

Oggi Sciopero

Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDL Alfano che imbavaglia l'Internet in Italia.