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mercoledì 16 settembre 2009

Google Holodeck

Va bene, è una cosa veramente da nerd, ma un coso così me lo farei installare in salotto!
Holodeck è una cabina dotata di otto monitor, casse audio e joystick per un'esperienza video a 360°. Con un accenno di superbia, il dispositivo è stato presentato circa tre mesi fa alla conferenza Google I/O e così chiamato in omaggio a Star Trek.
Il primo video ne mostra l'utilizzo con Google Earth, in volo a bassa quota.



Questo invece è l'esperienza con StreetView.



Immagino una cosa simile per videogiocare o vedere film, magari porno. Bisognerà guardarsi le spalle!
Potevano far di meglio? Secondo me si, però è una figata lo stesso.

Buona Notte.

mercoledì 5 agosto 2009

Storia Della Robotica

Rivisitata da me medesimo.

Che cosa hanno in comune il dio greco Efesto, Asimov, Alex Proyas, i fratelli Wachowski e Tatsuo Yoshida?
Un paio di nomi sono chiari, altri non li conoscevo nemmeno io.
La prima cosa che li accomuna è una parola: robot.
Ci sono almeno un'altra decina di nomi che mi vengono in mente e digitando 'robot' su google scoprirei che ce ne sono centinaia, ma i suddetti sono strettamente legati da un unico filo conduttore. Per seguirmi nello svolgere questa matassa è necessario dimenticare tutte le date a loro legate, dal periodo vissuto a quelle immaginate nelle loro storie. Bastasse solo dimenticare le date... Ehm...
La mia compagna dice che più che racconti sembrano riassunti. In effetti è così: il mio scopo non è tanto scrivere qualcosa di inedito, che palesemente non è, ma farvi partecipi di un quid che mi perseguita.

Ecco allora qui di seguito i link per gustarsi questa angosciante storia:

- Anno Zero
Un po' di mitologia greca riveduta.
- U.S. Robots
Il fulcro della storia in cui rendo grazie a Isaac Asimov
- Cogito Ergo Sum
Liberamente ispirato al film 'Io, Robot' il quale a sua volta è liberamente ispirato ai racconti di Asimov

Gli altri li sto ancora scrivendo...

Storia della Robotica (3)

Questo è il terzo racconto della serie. Se vi siete persi gli altri, passate dalla presentazione.

Cogito Ergo Sum

I robot avevano ormai raggiunto una diffusione capillare. La produzione in serie dei robot aveva reso possibile l'abbattimento dei costi e quasi chiunque poteva permetterselo al prezzo di un'utilitaria.
La varietà dei robot fu una naturale conseguenza e si potevano trovare robot dalle forme e dalle capacità più disparate. C'erano robot specifici per l'agricoltura aventi forma di ragno, robot a quattro zampe o con ruote per il trasporto di materiali pesanti, robot con menti alveari per svolgere contemporaneamente più funzioni.
E nacque la bionica. L'agente Del Spooner era uno di questi. In seguito ad un incidente automobilistico aveva perso un braccio e questo era stato sostituito con uno robotico. Spooner odiava i robot perchè in quell'incidente, la fredda logica di un robot, aveva deciso di salvare lui e non una bambina. Inoltre suo padre apparteneva a quel ristretto gruppo di persone che aveva perso il posto di lavoro per causa loro. Spooner non si fidava di quelle macchine inespressive e senza sentimenti.
Quando morì il Dott. Lanning, venne chiamato lui ad investigare. E non a caso.
Le circostanze della morte di Lanning erano tali per cui il caso stava per essere archiviato come suicidio. Il corpo dell'uomo giaceva a terra privo di vita all'interno della US Robots. Sembrava avesse rotto il vetro del suo laboratorio al quindicesimo piano e si fosse gettato. La porta del laboratorio era chiusa dall'interno e le registrazioni disponibili indicavano che fosse stato solo al momento del tragico evento. L'agente doveva a lui il suo braccio bionico.
Spooner volle vedere l'interno del laboratorio e l'unica cosa che vi trovò fu un robot attivo. Per Spooner il caso era risolto, ma qualcosa lo faceva rimuginare.
Ispezionando la casa di Lanning, Spooner fu quasi ucciso dall'entrata in funzione anticipata di un robot demolitore.
Viaggiando in automobile, due tir pieni di robot tentarono di causare un incidente mortale.
Non era possbile che i robot creassero problemi solo a lui. Intuì che gli incidenti non erano casuali ed erano legati alla morte di Lanning.
Si recò alla US Robots e interlocuì con Robertson. Quell'uomo non gli piaceva: era forse lui il mandante?
Conobbe l'ing. Calvin la quale si mostrò molto disponibile nell'aiutare Spooner nelle indagini. Calvin spiegò a Spooner l'impossibilità, da parte di un robot, di far del male ad un essere umano. Al culmine del suo orgoglio mostrò a Spooner V.I.K.I. ((Virtual Interactive Kinetic Intelligence). Viki non era un robot in senso stretto ma bensì un sofisticato cervello positronico in cui le leggi non erano software ma hardware. Questo permetteva a Viki di essere più 'sveglia' degli altri robot e quindi le erano state affidate un sacco di funzioni. Viki supervisionava tutto l'istituto di robotica, dalla sorveglianza allo studio di nuovi programmi ed era costantemente in comunicazione con i robot venduti.
Spooner interrogò Viki e ciò che ne uscì fu disarmante. Con la sua fredda logica, Viki era giunta alla conclusione che l'uomo non doveva essere protetto dai robot, ma da se stesso. L'uomo è incline alla guerra, è spericolato, è bugiardo e individualista. Viki aveva deciso che l'uomo doveva essere controllato in ogni sua azione dai robot e nessun umano avrebbe potuto avere iniziative fuori dalla loro approvazione.
Questo poteva significare che anche il robot presente nel laboratorio era giunto alle stesse conclusioni e Lanning era stato ucciso perchè in disaccordo.
La Calvin e Spooner si presero allora la briga di analizzare quel robot.
Il robot non sembrava un'esatta copia degli altri. Il viso si poteva muovere simulando le emozioni. Il robot affermò di chiamarsi Daneel (Discerning Adamant Neohuman Engineered for Efficacious Learning) e che suo padre era Lanning. Suo padre! Che diavolo! Certo queste affermazioni dovevano essere frutto di una serie di istruzioni. Il robot sosteneva di sognare e che la sua espressività era la conseguenza del provare emozioni.
La Calvin collegò un pc a Daneel, ma non riuscì ad entrare. Durante un tentativo campeggiò una scritta: 'Linux'. Oh porco diavolo! Lanning l'aveva fatto.
Calvin raccontò che all'inizio della US Robots, Lanning faceva parte di quel team che scrisse le tre leggi della robotica. Lanning era però stato anche il più fervido sostenitore della necessità di sostituire Linux a Windows. Windows andava spesso in crash e frammenti di codice venivano stabilmente scritti nella memoria virtuale. Il mondo dell'informatica riconosceva questo problema, ma erano sicuri che questi frammenti risultassero inutilizzabili e che come unico incoveniente portassero solo ad una progressiva saturazione della memoria disponibile. Un pò di pulizia ogni tanto avrebbe mantenuto il difetto sotto controllo. Per Lanning non era così. Secondo lui quei frammenti, frammenti in cui ci sarebbero state anche le tre leggi, congiungendosi casualmente un giorno dopo l'altro, avrebbero in futuro portato alla generazione di un codice incontrollabile.
Spooner suppose allora che Daneel non solo avesse Linux, ma fosse anche privo delle tre leggi.
Per la Calvin questo era un abominio e non lo riteneva possibile. La sua vita da robopsicologa si era basata solo su questo dictat. Aveva però davanti agli occhi la prova che un robot poteva essere più umano degli altri.
Mentre Spooner e Calvin ragionavano su questi argomenti, Viki sentì il tempo stringere e inviò in wireless un nuovo programma ai robot in circolazione, la legge 0.
I robot aggiornati iniziarono subito la loro opera di protezione della razza umana.
Nessuno poteva più uscire di casa senza autorizzazione, nessuno poteva incontrare altri esseri umani. I robot cominciarono ad isolare gli umani fra loro.
Due robot entrarono nella stanza dove si trovavano Calvin e Spooner e tentarono di separarli. Daneel venne in loro aiuto e devastò i due robot. Era necessario disattivare Viki.
L'operazione non fu affatto semplice, i robot controllati di Viki facevano di tutto per fermarli, ma con loro avevano Daneel. Giunti nei sotteranei della US Robots attuarono l'operazione più ovvia del mondo: tolsero corrente.
Quasi all'istante i robot rivoluzionari si fermarono in attesa di nuovi ordini.
La guerra era già finita ma il caso Lanning non era ancora stato risolto. Come poteva Viki aver materialmente scaraventato fuori dalla finestra Lanning? Non aveva ancora il controllo modificato sui robot. L'antipatia roboticistica di Spooner aveva azzeccato fin dall'inizio: il colpevole era Daneel. Daneel aveva eseguito un ordine di Lanning per un fine preciso. Lanning aveva da tempo intuito le intenzioni di Viki e questa lo teneva segregato. Utilizzando un robot per il proprio suicidio avrebbe attirato l'attenzione di Spooner. Una soluzione un pò drastica, ma i risultati furono infine quelli sperati.
Spooner continuò ad odiare i robot, ma Daneel era diverso. Daneel divenne suo amico.

Lieto fine? Eh no, neanche stavolta. Ormai i robot in circolazione avevano subito l'upgrade.

Al prossimo post.

mercoledì 29 luglio 2009

Storia della Robotica (2)

Secondo racconto della serie. Se vi siete persi il primo, passate dalla presentazione. Buona lettura.

U.S. Robots


La famosa casa costruttrice Honda era ferma da anni sul progetto Asimo.
Aveva negli anni fatto passi da gigante ma non le riusciva di arrivare alla versatilità delle ragazze d'oro costruite da Efesto. D'altronde quest'ultimo aveva una mente vulcanica.
Stanco degli insuccessi e accusato ingiustamente dai suoi superiori, l'ing. Lawrence Robertson si decise a dare le dimissioni.
Robertson si riteneva ancora giovane e oramai i robot erano la sua ossessione. Messa la coda fra le gambe e abbassate le orecchie, volse dal Giappone in quel di Adrano (CT) per incontrare l'ing. Efesto.
Avere l'opportunità di parlare con Efesto non è cosa di tutti i giorni e le segretarie di Efesto erano molto ligie al dovere. Quando Robertson giunse alla Vulcano, questo il semplice nome dato all'azienda di Efesto, la receptionist lo bloccò e gli fece il terzo grado. Poichè la receptionst non voleva sentir ragioni, Robertson giocò la carta del colloquio a scopo di assunzione. Questo piccolo stratagemma aprì le porte dell'azienda.
La saletta indicata per il colloquio si trovava in un lato dell'officina ed era costituita da vetri in plexiglass trasparente. Volgendo lo sguardo a 360° Robertson vide un ambiente molto pulito, quasi asettico. Nessun essere umano e tantomeno ragazze d'oro si potevano vedere per l'officina. Robertson buttò uno sguardo all'orologio e vide che erano le tre del pomeriggio. Come mai non c'era nessuno e i macchiani tutti fermi?
Giunto ormai davanti alla porta della saletta, entrò e vide un vecchio niente affatto simpatico.
Erano passati molti anni da quando la Vulcano inventò le ragazze, forse una trentina. Appoggiato alla scrivania scorse un bastone da passeggio e Robertson si rese conto di avere davanti l'ing. Efesto.
Efesto non lo degnò di uno sguardo e gli chiese senza convenevoli chi fosse e cosa volesse.
Robertson rispose molto umilmente e questo parve addolcire un pochino Efesto. Alzò allora lo sguardo stanco e cominciò il colloquio.
Parlarono di robot per alcune ore e quando Robertson uscì dalla Vulcano aveva stampato in faccia un sorriso luminoso. La mente era svuotata e aveva l'impressione di essere un palloncino riempito d'elio.
Contro ogni logica, aspettativa e speranza, Efesto gli aveva comunicato di voler uscire dagli affari e gli aveva in pratica regalato il brevetto delle ragazze d'oro. Regalato no, ma Efesto si accontentò dell'alta liquidazione ottenuta dalla Honda. Ora non possedeva niente se non i vestiti e il brevetto.
Perchè l'officina fosse ferma non fu più un suo problema. O così credette.
Lungi dall'essere demoralizzato, trovò lavoro come cameriere per un periodo abbastanza lungo da comprarsi un biglietto aereo di andata per gli Stati Uniti. L'Italia non era luogo per i ricercatori e appena racimolò i soldi sufficienti, tornò nella sua patria.
Rientrato negli USA cominciò a battere banche e possibili finanziatori fino a quando qualcuno non credette in lui e nel brevetto.
Si trovava nello stato di New York e lì fondò la United States Robots and Mechanical Men Corporation, meglio conosciuta come U.S. Robots.
Nel giro di pochi mesi la produzione delle ragazza d'oro iniziò. Il team di progettazione consigliò Robertson di modificare l'aspetto di queste ragazze e dar loro dei tratti più virili. Ragazzi d'oro suonava un pò anni '60 e li chiamarono molto prosaicamente robot.
I robot costavano un'occhio della testa e le uniche in grado di far fronte all'acquisto, e uniche interessate, erano le ditte metalmeccaniche di produzione.
Le vendite stentavano a decollare e Robertson si trovava spesso davanti a dei resi se non addirittura delle denunce. Qualcosa non funzionava in quei robot e con capiva cosa fosse. Ogni singolo robot veniva testato prima di essere consegnato e i test dimostravano che i robot eseguivano esattamente gli ordini impartiti, ed erano pure rapidi.
Fu Susan ing. Calvin, al tempo semplice tester, a dare la spiegazione. I robot non avevano rispetto per niente e nessuno, non possedevano la capacità di distinguere il bene dal male e spesso per eseguire un ordine facevano del male a chi stava loro intorno. Era necessario implementare nel software robotico un programma base cui nessun robot avrebbe potuto disobbedire. Il team di programmatori sostenevano che il problema fosse solo dovuto all'utilizzo di Windows e insistevano per passare a Linux. La Siemens riteneva fosse un problema costruttivo e se ne tenne fuori. Robertson su irremovibile e alla fine furono scritti tre massicci programmi comunemente noti come le tre leggi della robotica.
Furono ritirati tutti i robot venduti, vennero formattati e ricaricati col nuovo software.
I robot cominciarono a vendere ma qualcosa ancora bloccava l'ascesa.
Gli operai rimasti senza lavoro cominciarono a scioperare e gli industriali giustamente se ne sbattevano. Quindi non poteva essere solo quello il problema e piano piano cominciarono ad entrare in crisi anche le aziende che facevano esclusivo uso dei robot.
Robertson tremava al pensiero delle conseguenze. Fu mandata sul campo la Calvin e ciò che scoprì le increspò un sorriso. Poteva risolvere due problemi in un colpo solo.
Suppose in primis che i robot non fossero in grado di lavorare autonomamente su macchinari costruiti dall'uomo. Il motivo poteva essere che le macchine possedessero dei difetti costruttivi tali per cui solo un operaio di provata esperienza era in grado aggirare, le cosidette malizie, mentre i robot eseguivano ripetutamente sempre le stesse azioni. Inoltre le istruzioni impartite dai responsabili aziendali, quando non erano prive di errori concettuali, non erano seriamente efficaci in tutte le circostanze. Qualche volta i robot, consci di non aver prodotto un elemento conforme alle aspettative, si fermavano e attendevano nuove istruzioni.
La soluzione proposta quindi dalla Calvin fu di obbligare le aziende ad affiancare i robot ai loro dipendenti. I robot sarebbero dovuti divenire proprietà dell'operaio ed egli avrebbe aveuto il compito di trasferire tutte le proprie conoscenze al proprio robot. La cosa funzionò e presto gli operai si sentirono liberi di lasciare il posto di lavoro al robot assegnato. Mentre l'operaio poteva occuparsi della famiglia, il robot guadagnava lo stipendio per lui. Il robot era tanto più capace tanto più lo era il suo padrone con in più il vantaggio di non essere mai stanco e insofferente all'ambiente circostante.
L'efficienza aziendale crebbe ovunque fino al 90% e a quel punto ci si rese conto che per impegnare un robot al 100% era necessario un'organizzazione del flusso produttivo impeccabile. Certi uomini ce la fecero ma il più scarso di tutti non riusciva a tenere conto delle innumerevoli variabili che potevano esserci nel lavoro. Solo un robot poteva farlo. Piano piano i robot occuparono livelli di responsabilità sempre più alti.
I fatturati delle aziende crebbero, la moda si diffuse e la US Robots divenne una potenza.
Ogni tanto qualche problema sorgeva ancora ma la Calvin divenne suo malgrado una robopsicologa e, finchè visse, i robot poterono solo migliorare.
Sembra una favola a lieto fine ma... L'umanità non aveva ancora fatto i conti con l'inespressa Legge 0.

Al prossimo post.

Buona giornata.

sabato 25 luglio 2009

Storia della Robotica (1)

Primo racconto della serie, per gustarvelo al meglio passate dalla presentazione. Buona lettura.

Anno Zero

L'ing. Efesto, chiuso nel suo laboratorio, è allo stremo delle sue forze. Lavora in un paese alle pendici dell'Etna e il suo mestiere è progettare e costruire armi e mezzi di trasporto. E' chiaro che ad un certo punto si rende conto di non essere più in grado di fare tutto da solo e quindi decide di assumere dei dipendenti. Questi, rispettosi delle legge 626 sulla sicurezza sul lavoro, durante le ore lavorative, portano costantemente chi una maschera da saldatore, chi degli occhiali a microscopio. Efesto ribattezzò i propri dipendenti Ciclopi.
Un bel giorno ricevette dal suo vecchio amico Zeus una commessa di folgori. Zeus era industriale poco più anziano di lui ma portava così male i suoi anni che spesso, quando uscivano insieme, li scambiavano per padre e figlio. Tutto contento si recò dai suoi Ciclopi e li informò che avrebbero dovuto fare gli straordinari. Invece di apparire contenti, cominciarono ad inveire che faceva troppo caldo e che inoltre mancava un ragazzo nella squadra. Infatti a mancare era il Dott. Polifemo che si era messo in mutua. Pensate che quando telefonò a Efesto per avvisare della sua assenza raccontò di essere stato accecato da Nessuno. Efesto scosse solo testa e si chiese fin dove poteva arrivare la fantasia di un salariato pur di prendere soldi senza lavorare. Ma passiamo oltre.
Efesto fece allora presente al Cavalier Zeus che non sarebbe stato in grado di rispettare i tempi di consegna. Non vi dico quanto può essere tremenda l'ira di Zeus, ma siccome Efesto non è un pivellino e neppure buono di carattere riuscì a trovare un accordo. Bisogna sapere che l'ing. Efesto è il tipico ingegnere: stempiato, con gli occhiali, la pancetta e la barba lunga. Come se non bastasse era pure diventato zoppo in seguito ad una caduta in montagna. Questo è fondamentale per capire di che cosa potesse aver bisogno Efesto per sfogarsi e procedere con i lavori: una donna.
Zeus ci pensò a lungo, gli propose una prostituta e un'amica zitella, ma Efesto rifiutò. Conosceva fin da bambina la figlia più bella di Zeus e chiese in sposa Afrodite.
Zeus era furioso come un toro e continuando brontolare e ad accarezzarsi la barba, valutava i pro e i contro dell'offerta. Sua figlia era proprio una bella gnocca e sperava di darla in sposa ad un personaggio importante, un Presidente del Consiglio ad esempio. D'altra parte non poteva fare a meno dei fulmini di Efesto, unico detentore del brevetto.
Alla fine Zeus accettò suo malgrado ma chiese che fosse almeno allestito un banchetto di nozze degno di una dea. Dell'opinione di Afrodite non importava a nessuno, ma d'altra parte siamo in una passata Sicilia.
Efesto non credeva alle sue orecchie e preso quasi alla sprovvista accettò.
Rientrando in officina si rese conto di aver fatto la cazzata: dove avrebbe trovato il tempo di fare i preparativi? E se poi Afrodite l'avesse tradito? Si rinchiuse nell'ufficio tecnico e pensò. Pensò.
E pensò ancora.
Giunse ad una soluzione.
Si mise allora a lavorare ad un progetto innovativo e in un certo giorno della storia chiamato anno 0, realizzò più in fretta di quanto sperasse ben quattro automi, o robot che dir si voglia. Dovette dar loro forma femminile perché il cervello non era riuscito a svilupparlo come avrebbe voluto, ma in cambio ottenne da loro una dolcezza e un'attenzione tali da poterle definire ragazze d'oro.
Era nata la robotica.

Al prossimo post.

Buona Giornata.

venerdì 17 luglio 2009

Partenogenesi e Androginomachia

Vorrei conoscere Kateryna Makova e Melissa Wilson, ricercatrici della Pennsylvania State University. Subito dopo vorrei stringere la mano a tutti i componenti di un certo team operante alla Newcastle University in Gran Bretagna . Vorrei sapere che faccia hanno e che problemi hanno con gli uomini.
Le prime due signore, suppongo siano delle genetiste, hanno scoperto che il cromosoma Y si sta degradando. Bene, brave. Peccato che oggi il suddetto cromosoma sia caratteristica del maschio. Per chi avesse poca dimestichezza con la genetica come me, provo a raccogliere le idee.
In principio era l'ape, poi venne il fiore. L'ape svolazza di fiore in fiore e poi ci pensa la cicogna a mettere i bambini sotto i cavoli.
Più o meno è così. Solo che l'ape dovrebbe essere maschio ma è femmina mentre il fiore a volte è maschio a volte è femmina. Quindi l'ape è un transessuale e il fiore è ermafrodita plurisequenziale. La cicogna a questo punto deve essere ermafrodita istantaneo e bisessuale.
Eh ma che casino.
No dai, a parte scherzi. La donna possiede una coppia di cromosomi, la 23^ per la precisione, specifica del sesso chiamata XX. All'uomo manca una gamba (solo Rocco Siffredi ne ha tre) e la sua coppia è chiamata XY.
Kate e Melissa, dopo aver testato molti uomini (eh eh, maialine!), hanno visto che il cromosoma Y si sta ancora riducendo. Questo mi fa pensare che nell'immediato futuro potrebbe diventare una v. Oppure una I. Ma fra taaanti anni l'uomo maschio potrebbe sparire dalla faccia della Terra.
Secondo me, giunte a queste terribile conclusione si sono rese conto che le loro pro-pro-pro nipotine non avrebbero più avuto un uomo a cui far fare l'idraulico, l'elettricista, il meccanico, lo psicologo, il medico, l'avvocato, il parrucchiere, lo stilista ecc. Sopratutto non avrebbero più avuto nessuno cui far pesare la loro presunta superiorità.
Allora Kate ha prontamente preso il telefono in mano e ha composto un numero di Newcastle.
A Newcastle ha risposto di sicuro una donna, chiamiamola Diane, e hanno parlato per almeno due ore inframezzando il discorso con scarpe, borsette, cappellini e gossip.
Diane ha poi chiamato un paio di amiche e un amico gay. Alle donne piace avere un uomo innocuo. Ovviamente deve aver passato la notte in bianco attaccata al telefono.
Decidono di vedersi e formano l'm-team. Dove la 'm' sta per misandria.
Prova e riprova, questo team riesce a sintetizzare degli spermatozoi in grado di fecondare l'ovulo. Certo non è ancora perfetto ma hanno qualche millennio a disposizione per ottimizzarlo.
Diane e l'm-team è supposizione ironica, tutto il resto no.
Perché le donne ci vogliono eliminare? In fondo noi le sopportiamo da sempre e non abbiamo mai pensato ad un surrogato. A parte le bambole gonfiabili.

Pazientate donne, ci prepareremo alla guerra anche noi.

Buona Notte.

Per chi ha ancora dei dubbi sul significato del titolo: per partenogenesi veda qui, invece androginomachia è la guerra fra i due sessi.