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domenica 11 aprile 2010

Un altro traguardo raggiunto

Mi sono accorto che la mia creatura sta crescendo, purtroppo da sola. Il traguardo di 10.000 visite è stato superato: ringrazio tutti coloro che ogni tanto passano e sperano di trovare un nuovo post. Post che latita da Dicembre.
Ne approfitto per darvi un breve aggiornamento sulla mia vita.

I lavori nella casa comprata a fine Settembre '09 sono ormai quasi finiti. Ora si tratta di dare una sistemata all'impianto elettrico e dare il bianco. Prevedo di traslocare durante il mese di Maggio.

A lavoro le cose sono migliorate, per me, un pochino. L'azienda versa ancora in pessime condizioni ma tiene duro e sono sicuro che ce la farà. Lo stress è calato tantissimo nelle ultime settimane grazie alla previsione, promessa, di un cambiamento per me. Non posso dire di più perchè fra i lettori c'è qualche collega!

Il rapporto con la televisione è ormai da divorzio: mi sono abituato molto bene senza. In questi mesi ho guardato tutta la produzione di X-Files: bellissimi episodi fino alla 5^ stagione, poi fino alla 9^ direi che mancavano idee agli sceneggiatori.
Ho scoperto la sit-com The Big Bang Theory: divertentissima, soprattutto per chi come me si sente un pò nerd.
Ho guardato Fringe e sto guardando Bones, Dexter, Lost e Dr. House.

Altre cose? Mmm... Ora non mi vengono in mente.

Vorrei promettere che d'ora in poi sarò più regolare e frequente con i post ma... Non lo farò. Nel senso che non prometterò nulla, ma ci proverò. Mi piace tantissimo scrivere e vedere quali reazioni suscita in voi che leggete.

Buona Notte.

lunedì 23 novembre 2009

Vivere e Sopravvivere

Riflettevo sul lavoro. Non AL lavoro. D'altronde non faccio molte altre attività ultimamente.
Pensavo al famoso detto 'non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere'.
Sono giunto alla tremenda conclusione che negli ultimi due anni ho traslocato dalla seconda alla prima parte di frase. Mea culpa.
Intanto credo sia già un buon punto di partenza averlo capito, ora sta a risolvere la questione.
Voglio dire, non è che sia cambiata la mia situazione economica, ma mi sono trovato invischiato in qualcosa che avevo calcolato come temporaneo e invece l'ho presa come routine.
Tento di spiegarmi portando il discorso ad un livello più generale.
Credo esistano tre categorie di lavoratori:
- Chi lavora per le necessità primarie, dirò che sopravvive;
- Chi lavora per le necessità primarie e secondarie, dirò che vive;
- Chi lavora per le necessità secondarie, dirò solo che è fortunato.

Ora, il ritrovarsi in una delle tre categorie NON è una pura questione economica, anzi me ne guardo bene dal fare i conti nelle tasche degli altri. Le mie tre categorie sono più che altro psicologiche.
Analizzando per prima la terza categoria (scusate il gioco di inversione), vorrei mettere qui tutti coloro che per motivi vari dedicano il loro stipendio alle cose futili o non indispensabili. Come dicevo, non è punto cruciale avere in banca una notevole quantità di Euro. Qui girano persone per cui conta più la macchina figa, il cellulare fantascientifico, l'abbigliamento griffato o altre amenità dispendiose, piuttosto che mangiare e vivere sano. Per loro conta più apparire che essere. Chi condannare in questo 'girone' decidetelo voi.
Alla seconda categoria appartengono, per fortuna, gran parte delle persone. Sono coloro che svolgono un onesto lavoro con la giusta paga e la giusta durata in ore. E qual è la giusta durata? La so, sono preparato. La giusta durata è variabile per ognuno di noi ma permette di dedicare del tempo a se stessi, alla famiglia e agli amici. E qual è la giusta paga? So anche questa. Dipende dal nostro background famigliare e dalle nostre aspettative. C'è chi desidera solo andare fuori a cena una volta al mese, chi vuole farsi un viaggio alle Maldive, chi spende in libri e chi ama mettere gli Euro in un deposito tipo Zio Paperone. Ma la condizione sine qua non è mangiare sano e vestirsi con decenza, sennò si può salire alla prima categoria.
La prima categoria è la più sfigata di tutte. C'è chi finisce qui per i più disparati motivi e spesso non se ne rende conto. Sono coloro che temono di non aver abbastanza soldi e non spendono. Oppure sono talmente presi dal lavoro da non avere il tempo di spendere. Oppure sono così introversi da non possedere amici con cui uscire la sera o un weekend. Non si comprano bei vestiti perchè non saprebbero in quale occasione usarli. Spero di essermi spiegato.
Ecco, tornando a me, temo di essere evaporato dalla seconda alla prima categoria, o comunque altaleno tra l'una e l'altra. E sono in un circolo vizioso che devo rompere.
Faccio un lavoro che non amo ma mi sento così carico di responsabilità da dare tutto me stesso in quello che faccio. E tutto ciò sta avendo degli effetti deleteri: la sera non vedo nessun amico o parente per timore di fare tardi e non essere ben lucido il mattino dopo. La domenica ho già la mente sul lavoro e non riesco a godere di nessuna attività. Il sabato è l'unico giorno in cui cerco di dividermi, sempre che il mattino non debba lavorare! Inoltre limito le spese per timore che la casa nuova mi butti sul lastrico, nonostante i conti che faccio continuano a darmi un buon margine.
Devo decidermi a spezzare il cerchio, riappropriarmi della mia vita.
E' anche l'unica che ho!

Buona Notte.

mercoledì 14 ottobre 2009

Prima O Poi...

Lo trovo un po' di tempo per tornare a scrivere.
Forse. Magari più avanti nel tempo.
L'atto d'acquisto per la casa è stato firmato e a breve inizierò alcuni lavori di ristrutturazione.
I vecchi proprietari ci hanno lasciato una dolce cagnolina da sfamare tutti i giorni.
Il lavoro, anche se è poco, è stressante all'inverosimile.
Non guardo più la tv, il decoder per il digitale terrestre non lo voglio.
Tanto non la guarderei lo stesso, sono troppo stanco.
Spero che questo periodo passi presto.

Buona Notte!

sabato 29 agosto 2009

Memento

Questo post l'ho scritto quasi venti giorni fa, sul finire del mio primo giorno di ferie. Che mi serva da lezione!

Sono le giornate come queste che mi fanno pentire di essere venuto in Calabria, con maggior precisione a Tiriolo.
E sono quelle giornate che uno non dovrebbe mai dimenticare e, invece, ce le scordiamo in favore delle giornate sulla spiaggia.
Cioè, non è che sia stata una giornata così tremenda, però...
L'input di stamattina è stato del tipo: 'andiamo a far pranzo dalla nonna, poi l'accompagnamo a Catanzaro dal dottore'. Ok, ci sta, visto che la nonna cucina bene e Catanzaro non l'ho mai vista.
La giornata si è però svolta così.
Partiamo in auto con Cinzia e suoceri. Guida il suocero. Dopo 15 minuti di curve e salite su strade dissestate o non asfaltate, arriviamo in paese.
La suocera offre il caffè al bar centrale. Va bene. Giochiamo al Superenalotto, va bene. Cinzia e la mamma girano per i negozi alla ricerca di regali. Non uno. Alcuni. Qui comincia a puzzarmi.
Rimango con il suocero all'ombra di un albero fino alla fine delle compere. Quanto avranno speso? Mah! Miracolo del bancomat.
Possiamo fare rotta verso casa della nonna. Tutto ok, pranzo luculliano.
Mentre le donne rassettano e parlano di parenti nati-morti-sposati-malati-ecc, il suocero mi invita a fare una passeggiata. Giriamo per i vicoli del paese in una sorta di spirale verso l'alto. Giungiamo infine ai resti di un antico castello, prosaicamente chiamato La Irta. Scendiamo.
Carichiamo la nonna in macchina e andiamo a Catanzaro. Attendiamo una buona mezzora il dottore: colpa nostra, eravamo in anticipo. Visita e ripartiamo.
Il suocero mi chiede se voglio visitare Catanzaro e io gli rispondo che se ne vale la pena non lo deve nemmeno chiedere. La suocera dice che se ci dovessimo andare faremmo tardi.
Tardi per cosa? Non è finita la giornata? La libera uscita quando la concede?
Il suocero dirige la macchina verso la periferia della città e insieme i due suoceri cercano di identificare una strada.
Trovata.
Giù per cinque minuti in una strada da ottovolante. Ma sulle strade normali non ci abita nessuno?
Arrivati alla casa, veniamo accolti da una coppia di mezza età e un bimbo di quasi due anni. Entriamo in casa e faccio la conoscenza di una ragazza che avrà più o meno la mia età. Ha una neonata di pochi giorni fra le braccia. Ci informa che il marito arriverà a minuti.
Dopo mezzora abbondante arriva il marito, un ragazzo sulla trentina. Saluta espansivamente.
Il suocero mi chiama nel cortile a guardare il bimbo che va in macchina e moto giocattolo. Almeno siamo all'aria aperta e non devo assistere ai discorsi sul parto.
Non ho fatto neanche un nome? E come potrei? Già la mia memoria fa schifo, ma provate voi a ricordare tutti i gradi di parentela e i nomi associati! I meridionali, come voi ben sapete, considerano parenti anche i cugini di 15° grado e i nomi sono circa 3 per maschi e 4 per le femmine. Imparati questi sette nomi, tutti i parenti diventano Tizio figlio di Caio nipote di Sempronio.
Alla fine avevo le palle che mi strisciavano per terra, ma siamo tornati 'a casa'.
Doccia, cena e partitina a carte con la suocera. Ha vinto quasi sempre lei.
E' solo il primo giorno, temo per i prossimi.
Solo una persona devo ringraziare oggi: il mio silenzioso suocero.

Escluse alcune giornate belle, il resto è stato più o meno così... Sigh!

martedì 28 luglio 2009

I Film Della Mia Giovinezza

Non che ora sia vecchio, sia chiaro!

A mio padre non sono mai piaciuti i film di guerra, di mafia e nemmeno tutti quei film dove c'era violenza vera o gratuita.
Era l'inizio degli anni '80 e in televisione in prima serata trasmettevano i film di Bud Spencer e Terence Hill. Lontani dal diventare Padre Speranza e Don Babbeo, ops, Matteo, il duo di attori italoamericani recitavano spesso insieme in film a basso costo e ancor più basso target di spettatori. La trama era quasi sempre la stessa e mio padre mi permetteva di guardarli perché le loro scazzottate erano palesemente finte, rumorose e al fine comiche. Il top secondo me lo raggiunsero con 'Lo chiamavano Trinità' e 'Continuavano a chiamarlo Trinità'. Uno spaghetti western molto surreale che riguardo ancora oggi molto volentieri. Ci sono delle scene grandiose, ne ripropongo un paio.





Facevo forse la terza elementare quando uscirono due film cult: Ritorno al futuro e Non ci resta che piangere.
Il primo film fa parte di una trilogia imperdibile. All'epoca il film mi colpì per il semplice fatto che parlava di viaggi nel tempo. In seguito lo apprezzai per come lo sceneggiatore affrontava i paradossi temporali, oggi un pò ridicoli e banali. Oggi lo apprezzo per l'interpretazione di Micheal J. Fox e Christopher Lloyd, per la regia di Zemeckis e ancor più mi diverto nello scoprire nuovi particolari. Il regista ha fatto in modo che qualunque oggetto o frase citata in un'epoca storica ha sempre la sua controparte in un'altra epoca. Questa scena è tratta dal secondo episodio.



Non ci resta che piangere è un film solo da ridere. Benigni e Troisi catapultati nel 1492 (quasi milleecinque!) compongono un film sconclusionato e farcito di gag. Ho l'impressione che non avessero avuto un vero e proprio copione. Il regista ha voluto per il secondo tempo dal loro un fine, partire alla volta del Portogallo per fermare Colombo in procinto di salpare per le Americhe. Mia madre odiava questo film perchè sosteneva che la parlata di Troisi fosse incomprensibile. Purtroppo solo una volta ho avuto l'opportunità di vederlo in edizione integrale, non è mai stato adeguatamente valutato.



Mio fratello, uno dei miei fratelli, è l'unico della famiglia ad aver studiato e amato la musica. Ogni tanto cercava di farci apprezzare i grandi classici ma non ebbe mai grande successo. Del resto della famiglia sono forse l'unico a saper ascoltare e sentire un pochino di quella musica. Riuscì bene nel farmi amare ben altra musica. In uno di questi suoi tentativi, una sera portò a casa la videocassetta di Amadeus. All'epoca il conduttore de L'Eredità era ancora un giovanissimo dj, quindi non pensiamo cazzate eh! Il film racconta la breve e svarionata vita del grande Wolfgang Amadeus Mozart. E' chiaro che il film utilizza come colonna sonora solo musiche del maestro. Mi si rizzano i peli sulla schiena a risentire il Requiem, mi immagino quel bastardo di Salieri.



L'ultimo film che mi sovviene legato alla mia formazione cinefila, è un film che alle superiori, durante l'ora di meccanica, il professore ci fece rivedere almeno una decina di volte: The Blues Brothers. Almeno una volta nella vita deve essere visto questo film. Vi dico solo gli attori: John Belushi, Dan Aykroyd, James Brown, Ray Charles, Aretha Franklin e altri che non ricordo. C'è pure un cameo di Carrie Fisher, la principessa Leia di Guerre Stellari.
Che film, che film!



E i film che ho scoperto dopo? Non c'è spazio qui e non voglio annoiare.
Ad un futuro post.

Buona Giornata!

sabato 4 luglio 2009

La musica che mi ha cambiato la vita

Mica posso continuare a affrontare temi di carattere generale, eh! Adesso come in futuro parlerò anche di me, delle mie passioni, delle mie giornate da pigro e di cazzate. Quelle non mancano mai da nessuna parte per cui perchè dovrebbero mancare qui?

Il primo gruppo in assoluto che mi ha musicalmente segnato sono gli Alan Parsons Project con l'album Vulture Culture.


L'album era finito in mano mia nel periodo in cui l'ultimo dei miei fratelli stava per sposarsi ovvero nel 1991 circa. Mentre faceva ordine far i suoi dischi in vinile mi chiese se volevo tenermi qualcosa. Presi questo ma non sapevo cosa stavo facendo... Per non dovermi poi giustificare cominciai ad ascoltarlo. Quale rivelazione! Pur non essendo il miglior album del gruppo contiene un paio di brani molto interessanti. Scoprii solo anni dopo gli altri album.

Il secondo gruppo è quello Pink Floyd con l'album The Wall.


Quando iniziai ad ascoltarli negli anni Novanta venivo schernito dai miei coetanei e apprezzato da quelli più anziani. Pensavo di essere anacronistico ma l'album fu una lenta assuefazione. Lo stile senza fronzoli delle musiche di Roger Waters sono dure da accettare all'inizio. Poi l'ascoltai e riascoltai fino a cogliere tutte le sfumature esplicite ed implicite presenti non solo nella musica ma anche nei testi. Provo sempre un brivido quando sento Comfortably Numb. Amo tutti gli album del gruppo ma Animals e Wish You Were Here se la giocano meglio degli altri.

Siccome mi resi conto che i miei coetanei ascoltavano tutt'altra musica, tentai anche io di aggiornarmi. Comincia allora ad ascoltare tutto quello che mi veniva proposto, dalla musica leggera italiana al death metal. Scoprii che in effetti qualcosa mi piaceva ma appena sentii le note di Enter Sandman capii che il Black Album dei Metallica sarebbe diventato la mia nuova fede.


Ebbi appena il tempo di conoscere Kurt Cobain con i suoi Nirvana. Prima scoprii In Utero poi la meravigliosa icona del grunge Nevermind. Chi non apprezza Smells Like Teen Spirit o Lithium non merita di definirsi musicofilo.



L'adolescenza stava per finire e ancora non sentivo di avere un genere preferito.
A dire la verità non credo di averlo nemmeno oggi ma ho sperimentato parecchio e ci sono tantissimi album degni di essere ascoltati anche se non si ama il genere. In ordine sparso:
- Oxygene di Jean Michel Jarre;
- A night at the opera dei Queen;
- Innuendo sempre dei Queen;
- L'imboscata di Battiato;
- Microchip emozionale dei Subsonica;
- Californication dei Red Hot Chili Peppers;
- Remasters dei Led Zeppelin;
- il Requiem di Mozart;
- Italyan, Rum Casusu Çikti degli Elio e le Storie Tese

Buon ascolto.