lunedì 31 agosto 2009

Io Lavoro, Tu Lavori, Egli?

Come qualche milione di italiani, oggi anch'io ho ripreso a lavorare.
E' incredibile come quattrocentottanta minuti possano far dimenticare un mese e mezzo di vacanza. Il 19/07 alle 17:01 mi chiedevo come avrei fatto a non annoiarmi per tutto quel tempo e quasi anelavo una chiamata urgente.
Ora mi domando quante ore mancano al weekend.
Non amo il mio lavoro, si capisce? E' decisamente il ruolo che non fa per me.
Dopo quasi due anni non riesco ancora farmi piacere il ruolo di capo. Coordinatore, preferisco definirmi io. Una figura costantemente fra l'incudine degli operai e il martello della dirigenza. Parlare e muoversi sul filo del rasoio. Spero non siano tutti così i lavori.
Quando lavoravo per il servizio tecnico era diverso: i problemi erano solo le macchine e i materiali.
Vorrei tornare indietro ma temo di essere poi messo da parte e dimenticato.
Vorrei cambiare lavoro ma il periodo è tutt'altro che propizio.
Vorrei essere diverso, più intraprendente e meno timoroso.
Uff! Va beh.
Sic est.

Buona Notte.

domenica 30 agosto 2009

La Calabria In Un Uomo

Zio Angelo non è un semplice muratore, è per me l'emblema della calabresità.
Zio Angelo ha sposato la sorella del papà della mia compagna. E' un uomo che ha superato i quaranta, di media statura, con due baffi da motociclista anni Settanta e un addome prominente.
Non parla italiano se non a fatica, solo catanzarese; il suo vocabolario è piuttosto ristretto, ma è probabile si limitasse a utilizzare le parole che capivo. Trovo meraviglioso il modo con cui utilizzava il verbo 'fare', riusciva a dargli una versatilità inimmaginabile.

'Sono andato a Santa Nicola a fare per il motocarro'. A fare che?
'Se non raccolgo le melanzane, si fanno tutte'. Si drogano?
'Attento con quella vernice che ti si fanno tutte le mani'. Ho solo due mani e le ho già!
'Tengo d'occhio il cane sennò si fa coi gatti'. Si accoppia con i gatti?
'Guarda come mi si fanno le unghie'. Questo è facile! Crescono? (In realtà questa l'ha detta la mia ragazza... Urgeva riportarla al nord!)

Si potrebbe pensare che ciò sia dovuto alla sua ignoranza ma... No, è una cosa diffusa. Eccovi un paio di esempi fotografati.
Il primo cartellino era appeso ad un albero di ciliege, il secondo sulla porta della sacrestia in una chiesa a San Pietro Apostolo. E comunque c'era un semplice campanello.

Zio Angelo alleva il suo bel maiale per farne pancetta e soppressata. Cioè, non è che ne fa solo quello, però è ciò che ho gustato inorgogliendolo.
Giù per la collina coltiva anche un po' di terra: zucchine, melanzane, pomodori, cetrioli, fagiolini e vaianelle (come li chiama lui) peperoni e peperoncini. Ettari di peperoncini.
No dai, i peperoncini non erano così tanti, ma comunque una quantità spropositata per una coppia. Neanche pomodori e cetrioli scherzavano, tagliati per l'insalata a pranzo e a cena. E le melanzane? Uh, questa la devo raccontare!
Al nostro settimo giorno di permanenza, arriva zio Pasquale con Victor il boliviano. Sono giù per lavoro. Per cena mia suocera ha preparato melanzane ripiene e noi per farle onore ne mangiamo in abbondanza e ci sforziamo di non lasciarne una. Victor si sbilancia educatamente nell'affermare che le ha trovate buone. Ecco allora che il viso di mia suocera si illumina in un sorriso e con gaiezza esclama: 'pensa che in una settimana le ho fatte già tre volte! Se ne vuoi ancora...'. Si alza e tira fuori dal forno una teglia di dimensioni mai viste colma di melanzane ripiene. I miei occhi si sgranano, la bocca dello stomaco si chiude e inizio a pregare. No, basta, voglio una carbonara!
Il giorno dopo, a pranzo, preparo la carbonara per tutti. Mi viene particolarmente bene, ne sono fiero e me la assaporo quando, con la coda dell'occhio vedo le mani di zio Angelo in movimento: sta tagliando del peperoncino fresco sulla mia carbonara! Nooo! Assassino!
Buoni però quei piparielli. Prima di partire me ne regala un po', tra ieri e oggi li ho messi in vasetto per prepararmi l'olio santo.

Per chi fosse interessato, faccio un po' di pubblicità ad un piccolo produttore della zona. Si chiama Tuttocalabria e le sue specialità sono tutte piccanti.

sabato 29 agosto 2009

Memento

Questo post l'ho scritto quasi venti giorni fa, sul finire del mio primo giorno di ferie. Che mi serva da lezione!

Sono le giornate come queste che mi fanno pentire di essere venuto in Calabria, con maggior precisione a Tiriolo.
E sono quelle giornate che uno non dovrebbe mai dimenticare e, invece, ce le scordiamo in favore delle giornate sulla spiaggia.
Cioè, non è che sia stata una giornata così tremenda, però...
L'input di stamattina è stato del tipo: 'andiamo a far pranzo dalla nonna, poi l'accompagnamo a Catanzaro dal dottore'. Ok, ci sta, visto che la nonna cucina bene e Catanzaro non l'ho mai vista.
La giornata si è però svolta così.
Partiamo in auto con Cinzia e suoceri. Guida il suocero. Dopo 15 minuti di curve e salite su strade dissestate o non asfaltate, arriviamo in paese.
La suocera offre il caffè al bar centrale. Va bene. Giochiamo al Superenalotto, va bene. Cinzia e la mamma girano per i negozi alla ricerca di regali. Non uno. Alcuni. Qui comincia a puzzarmi.
Rimango con il suocero all'ombra di un albero fino alla fine delle compere. Quanto avranno speso? Mah! Miracolo del bancomat.
Possiamo fare rotta verso casa della nonna. Tutto ok, pranzo luculliano.
Mentre le donne rassettano e parlano di parenti nati-morti-sposati-malati-ecc, il suocero mi invita a fare una passeggiata. Giriamo per i vicoli del paese in una sorta di spirale verso l'alto. Giungiamo infine ai resti di un antico castello, prosaicamente chiamato La Irta. Scendiamo.
Carichiamo la nonna in macchina e andiamo a Catanzaro. Attendiamo una buona mezzora il dottore: colpa nostra, eravamo in anticipo. Visita e ripartiamo.
Il suocero mi chiede se voglio visitare Catanzaro e io gli rispondo che se ne vale la pena non lo deve nemmeno chiedere. La suocera dice che se ci dovessimo andare faremmo tardi.
Tardi per cosa? Non è finita la giornata? La libera uscita quando la concede?
Il suocero dirige la macchina verso la periferia della città e insieme i due suoceri cercano di identificare una strada.
Trovata.
Giù per cinque minuti in una strada da ottovolante. Ma sulle strade normali non ci abita nessuno?
Arrivati alla casa, veniamo accolti da una coppia di mezza età e un bimbo di quasi due anni. Entriamo in casa e faccio la conoscenza di una ragazza che avrà più o meno la mia età. Ha una neonata di pochi giorni fra le braccia. Ci informa che il marito arriverà a minuti.
Dopo mezzora abbondante arriva il marito, un ragazzo sulla trentina. Saluta espansivamente.
Il suocero mi chiama nel cortile a guardare il bimbo che va in macchina e moto giocattolo. Almeno siamo all'aria aperta e non devo assistere ai discorsi sul parto.
Non ho fatto neanche un nome? E come potrei? Già la mia memoria fa schifo, ma provate voi a ricordare tutti i gradi di parentela e i nomi associati! I meridionali, come voi ben sapete, considerano parenti anche i cugini di 15° grado e i nomi sono circa 3 per maschi e 4 per le femmine. Imparati questi sette nomi, tutti i parenti diventano Tizio figlio di Caio nipote di Sempronio.
Alla fine avevo le palle che mi strisciavano per terra, ma siamo tornati 'a casa'.
Doccia, cena e partitina a carte con la suocera. Ha vinto quasi sempre lei.
E' solo il primo giorno, temo per i prossimi.
Solo una persona devo ringraziare oggi: il mio silenzioso suocero.

Escluse alcune giornate belle, il resto è stato più o meno così... Sigh!

giovedì 27 agosto 2009

Home, Sweet Home

Finalmente a casa, sono finite le vacanze! Bacio l'asfalto di San Benigno Canavese!
No, non ho sbagliato e non sono nemmeno fuori di testa. Il punto è che sono a casa dal lavoro ormai da sei settimane, causa CIG.
Inoltre oggi torno da quindici giorni in Calabria: tra parenti della mia compagna, paesi sperduti e la pessima abitudine di essere in spiaggia prima delle otto del mattino, tutto ha contribuito a rendermi felice questo momento. I miei gatti, il mio divano, Internet e soprattutto il mio bagno! Vi racconterò, non vi preoccupate; stasera sono solo stanco.
Ma a casa!

Buona notte!